Introduzione Orientamento Secondaria Secondo Grado

Introduzione

“L’avenir est comme le reste: il n’est plus ce qu’il etait”

nel saggio Notre destin et les lettres, Regards sur le monde actuel, pag 1062, Oeuvres II, Pléiade, Gallimard

Il futuro “non è più quello di una volta”: così scriveva nel 1931 lo scrittore francese Paul Valery. E se già allora ci si trovava a fare i conti con un futuro differente da come ce lo si aspettava, oggi il rapporto con esso risulta ancora più difficile.
La nostra è una società in continua trasformazione, attraversata da rapidi cambiamenti che riguardano tutti gli aspetti della realtà e investono la nostra vita quotidianamente.
Per queste sue caratteristiche, autorevoli studiosi l’hanno definita società fluida o liquida (Bauman) oltre che società complessa (Morin).
Davanti a noi si apre un futuro non lineare che impone a tutti di imparare a relazionarsi con ciò che non è prevedibile, instabile e rischioso (Beck, 2000).



1) Nuove competenze e nuovi modi di trasmetterle

“Il carattere funzionale dell’insegnamento riduce l’insegnante a un semplice impiegato. Il carattere professionale dell’insegnamento porta a ridurre l’insegnante all’esperto. L’insegnamento deve ridiventare non più solo una funzione, una specializzazione, una professione, ma un compito di salute pubblica: una missione”

Edgar Morin

Chi ha compiti educativi si trova di fronte a sfide inedite ed è dunque costretto a rivedere idee e buone pratiche. Questo vale in special modo per la scuola che deve, da un lato, preservare le “missioni” tradizionali, dall’altro però ripensarle profondamente, attraverso nuovi strumenti e nuove modalità di pensiero.
La nuova scuola ha il compito di “ripensare l’educazione”: aprendo a nuovi scenari, immergendosi nella società ed esplorando contesti in cui la persona in formazione faccia esperienza di sé e del mondo, scopra le sue qualità e maturi verso una scelta autonoma di un personale percorso di vita.
Davanti a noi si apre un futuro non lineare che impone a tutti di imparare a relazionarsi con ciò che non è prevedibile, instabile e rischioso (Beck, 2000).
Edgar Morin nel 2015, ha scritto che si tratta di “Insegnare a vivere” trasformando le informazioni in conoscenza per riuscire così ad affrontare e gestire la complessità della vita quotidiana, sociale, politica, nazionale e mondiale. Dal semplice “insegnare”, che si focalizza sul contenuto e sulla trasmissione di conoscenze (che diventano però molto velocemente obsolete) è necessario passare all’ “insegnare ad apprendere”, centrando il focus sulle strategie efficaci ad affrontare i problemi sempre nuovi che continuamente si pongono.
In questa prospettiva, dunque, le discipline scolastiche diventano strumento, metodo e linguaggio per introdurre i giovani e le giovani alla molteplice complessità e mutevolezza del reale. Ogni disciplina, oltre a essere una lente di ingrandimento per conoscere la realtà da un particolare punto di vista (letterario, scientifico, artistico, tecnico, ecc) diviene strumento fondamentale per favorire il processo di presa di consapevolezza a livello personale.
L’obiettivo è passare da una ”testa ben piena” a una “testa ben fatta”, per citare Montaigne, con curricula che puntino sul “saper fare” e sullo sviluppo di competenze necessarie a fronteggiare e risolvere situazioni problematiche. La scuola da luogo in cui trovare risposte diviene luogo principe dove imparare a farsi domande. A cosa servono le domande? Le domande attivano maggiormente il pensiero, l’autonomia, la creatività che dovrebbero essere gli obiettivi di una educazione incentrata sull’imparare ad imparare.

“Le domande nascono di fronte agli ostacoli, agli eventi anomali, alle contraddizioni, alle discrepanze e ai contrasti, davanti allo scarto tra ciò che sappiamo e ciò che vorremmo sapere, dinnanzi alle aspettative disattese, di fronte alla necessità di scegliere tra alternative che ci sembrano ugualmente attraenti”

Graesser e Olde, 2003

Il percorso educativo dell’allievo e dell’allieva che frequenta la scuola, i significati personali che assegna all’esperienza, le relazioni che intesse (con i docenti, i pari, le discipline) diventano dunque elementi centrali per far sì che l’esperienza scolastica non sia più solo spazio di attraversamento in vista dell’inserimento lavorativo, ma anche un percorso di crescita in cui la persona è al centro.

È necessario dunque smarcarsi dall’idea di un docente maestro di vita o di un docente intellettuale per accogliere invece quella di un docente “co-protagonista, insieme con lo studente, del processo educativo” (E. Concina) in grado di preparare le menti a rispondere alle sfide che la crescente complessità dei problemi pone alla conoscenza umana.

  • IMPARARE A CONOSCERE – l’acquisizione degli strumenti della comprensione
  • IMPARARE A FARE – capacità di agire nel proprio contesto, utilizzando le conoscenze apprese
  • IMPARARE A VIVERE INSIEME - sviluppo di competenze relazionali e sociali
  • IMPARARE AD ESSERE - integrazione derivante dalla combinazione dei diversi tipi di apprendimento

The Nature of Learning (cfr. H. Dumont, D. Istance, F. Benavides (a cura di), The Nature of Learning. Using Research to Inspire Practice , OCSE, Paris, 2010.

http://www.univirtual.it/red/files/file/C2-Analisi%20struttura%20formativa%20disciplina-OK/C2-Margiotta-AnalisiDisciplinareTriangolata.pdf
(Ugo Margiotta)



2) Le nuove linee guida sull’orientamento

- rafforzare il raccordo tra primo e secondo ciclo di istruzione e formazione, per consentire una scelta consapevole e ponderata a studentesse e studenti che valorizzi i loro talenti e le loro potenzialità;
- contrastare la dispersione scolastica;
- favorire l’accesso all’istruzione terziaria.

http://www.univirtual.it/red/files/file/C2-Analisi%20struttura%20formativa%20disciplina-OK
(Ugo Margiotta)

“Nessuna forza di cambiamento è più potente dell’educazione per promuovere i diritti umani e la dignità della persona, per sradicare la povertà e favorire la sostenibilità, per costruire un futuro migliore per tutti, fondato sull’uguaglianza dei diritti e sulla giustizia sociale, sul rispetto della diversità culturale, sulla solidarietà internazionale e sulla responsabilità condivisa, tutti aspetti fondamentali della nostra comune umanità” Ripensare l’educazione: verso un bene comune globale? UNESCO 2019 (https://unesdoc.unesco.org/in/documentViewer.xhtml?v=2.1.196&id)

Oltre a quanto appena detto, che riguarda più in generale il cambiamento attraversato dalla nostra società, con la riforma prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel dicembre 2022 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato le nuove Linee guida per l’orientamento.

Il nuovo orientamento deve dunque garantire in generale un processo di apprendimento e formazione permanente, destinato ad accompagnare un intero progetto di vita; e in particolare la realizzazione di questi obiettivi principali:

  • I moduli curriculari di orientamento nella Scuola secondaria Dall’a.s. 2023/2024 vengono introdotte per le Scuole secondarie di I grado e per il primo biennio delle Secondarie di II grado, per ogni anno scolastico 30 ore di orientamento, anche extra curriculari; per l’ultimo triennio delle Secondarie di II grado, 30 ore curriculari per ogni anno scolastico. In questo modo viene ulteriormente ampliata la riforma prevista dal PNRR, che stabiliva, invece, 30 ore curriculari solo per le classi quarte e quinte delle Secondarie di II grado. Le 30 ore possono essere gestite in modo flessibile nel rispetto dell’autonomia scolastica e non devono essere necessariamente ripartite in ore settimanali prestabilite.
  • E-Portfolio
    Ogni modulo di orientamento di almeno 30 ore prevede apprendimenti personalizzati che vengono registrati in un portfolio digitale - E-Portfolio - che integra il percorso scolastico in un quadro unitario, accompagna ragazzi e famiglie nella riflessione e nell’individuazione dei maggiori punti di forza dello studente all’interno del cammino formativo, ne evidenzia le competenze digitali e le conoscenze e le esperienze acquisite.
  • Docente tutor
    Ogni istituzione scolastica e formativa individua i docenti di classe delle Scuole secondarie di I e II grado, chiamati a svolgere la funzione “tutor” di gruppi di studenti, in un dialogo costante con lo studente, la sua famiglia e i colleghi, svolgendo due attività:
  • aiutare ogni studente a rivedere le parti fondamentali che contraddistinguono ogni E-Portfolio personale;
  • costituirsi “consigliere” delle famiglie, nei momenti di scelta dei percorsi formativi e/o delle prospettive professionali.
  • La formazione dei docenti
    Nei prossimi anni scolastici l’orientamento sarà una priorità strategica della formazione dei docenti di tutti i gradi d’istruzione, nell’anno di prova e in servizio. Per i docenti tutor delle Secondarie di I e II grado sono previste iniziative formative specifiche, anche coordinate da Nuclei di supporto istituiti presso ciascun Ufficio Scolastico Regionale.
  • Campus formativi
    In via sperimentale, saranno attivati “campus formativi”, attraverso reti di coordinamento tra istituzioni scolastiche e formative, che offrano una panoramica completa di tutti i percorsi secondari, per ottimizzare l’accompagnamento personalizzato e i passaggi orizzontali fra percorsi diversi.
  • Piattaforma digitale unica per l’orientamento
    Studenti e famiglie avranno a disposizione una piattaforma digitale contenente: informazioni e dati per una scelta consapevole nel passaggio dal primo al secondo ciclo d’istruzione, sulla base delle competenze chiave e degli interessi prevalenti dello studente; documentazione territoriale e nazionale sull’offerta formativa terziaria (corsi di laurea, ITS Academy, Istituzioni AFAM, ecc.); dati utili per la transizione scuola-lavoro, in relazione alle esigenze dei diversi territori; funzioni per l’utilizzo di E-Portfolio.
  • Job placement anche per la scuola
    In tale contesto viene prevista anche una figura nell’ambito del quadro organizzativo di ogni istituzione scolastica che, sulla base dei dati sulle prospettive occupazionali trasmesse dal MIM, dialoghi con famiglie e studenti nell’ottica di agevolare la prosecuzione del percorso di studi o l’ingresso nel mondo del lavoro, al fine di favorire l’incontro tra le competenze degli studenti e la domanda di lavoro.
  • Le Risorse
    Le scuole possono utilizzare le risorse offerte da piani e programmi nazionali ed europei a titolarità del MIM e da iniziative locali e nazionali promosse da regioni, atenei, enti locali, centri per l’impiego, associazioni datoriali, enti e organizzazioni territoriali. Inoltre, il PNRR consente l’attivazione di molti percorsi e interventi per promuovere l’orientamento nell’ambito di diverse linee di investimento di titolarità del Ministero quali: Nuove competenze e nuovi linguaggi, Interventi per la riduzione dei divari e della dispersione scolastica, Didattica digitale integrata, Sviluppo del sistema di formazione terziaria degli ITS Academy.
  • Monitoraggio
    Viene previsto apposito monitoraggio sull’attuazione delle Linee guida nonché la valutazione del loro impatto. In esito a tali processi si potrà procedere al loro aggiornamento per rafforzarne l’efficacia.

Il testo integrale delle Linee Guida per l’Orientamento 2023:
https://www.miur.gov.it/web/molise/-/pnrr-riforma-m1c1-1-4-linee-guida-orientamento